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Archive for 13/08/2011

Gesetz verabschiedet, das Jugendlichen verbietet, religiös unterrichtet zu werden. – Die Welt

So geschehen in Tadschikistan. – Die Welt

“ Der Atheist Richard Dawkins hat einmal gesagt, es gebe keine jüdischen, christlichen oder muslimischen Kinder. Erst die religiöse Indoktrination mache aus Menschenkindern Anhänger eines Glaubens. …..

Will man wirksam die Religion bekämpfen, muss man deren Funktionäre mit Steuergeldern füttern, sie zwingen, pickeligen Adoleszenten Religionsunterricht zu erteilen, sie in Ethikkommissionen und Rundfunkräte stecken, wo sie für den Atomausstieg und das Fernsehprogramm mithaften und so weiter. Killing them with kindness, nennen die Briten diese Strategie. “ (blasphemieblog2.wordpress.com)

Wie bekämpft man Religion « Atheist Media Blog

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Chilenische ‚Kultuskonferenz der Bischöfe‘: Schluß mit Gewalt, jetzt Dialogprozeß

Cile, i vescovi: „Basta violenze, riparta il dialogo“

Dopo due mesi di scontri tra studenti e polizia, i presuli invitano le parti a raggiungere un compromesso

“Il Paese non può andare avanti sotto la pressione delle piazze o la repressione della polizia, e neanche sotto le minacce o provocazioni. In questa ora decisiva, il dialogo è la chiave per valutare oggettivamente le richieste e proposte, ripristinare la fiducia, trovare un terreno comune per raggiungere un accordo”. È il testo di una dichiarazione inviata all’Agenzia Fides dal Comitato permanente della Conferenza Episcopale del Cile, dove da giorni è in atto un duro confronto tra studenti e governo.
A tutte le parti coinvolte i vescovi ricordano “che come in ogni trattativa, sempre si dovrà cedere qualcosa e venire al compromesso”. Il testo è stato letto da Mons. Ignacio Ducasse, Vescovo di Valdivia e segretario generale della Conferenza Episcopale (CECh), insieme con il portavoce Jaime Coiro.
I Vescovi esortano gli studenti a prendere in considerazione le proposte presentate dal governo, proposte che “non sono incompatibili con il ritorno a scuola per il bene di tanti studenti, delle loro famiglie, delle scuole e del Paese”. “Se c’è un minimo di consenso su questi obiettivi – scrivono i presuli-, è ora di iniziare una legge per far sì che queste aspirazioni si possano tradurre in politiche pubbliche”.

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